L’immagine del corpo

La maggioranza delle persone limitano all’apparenza fisica il concetto di immagine corporea ma quest’ultima è molto di più. La costruzione dell’immagine corporea e le sue eventuali alterazioni derivano da un insieme di aspetti neurobiologici, psicologici e socio culturali.

Schilder definisce l’immagine corporea come:

quel quadro del nostro corpo che formiamo nella nostra mente, ossia il modo in cui il nostro corpo appare a noi stessi

L’immagine corporea, quindi, rappresenta il modo in cui il nostro corpo ci appare e , come un quadro, nel guardarlo possiamo provare emozioni, possono emergere ricordi e sensazioni. Questa rappresentazione mentale innesca un processo di integrazione e mediazione tra percezioni, cognizioni ed emozioni che possono influire sulla nostra autostima.

Costruzione dell’immagine corporea

La costruzione dell’immagine corporea e le sue eventuali alterazioni derivano da un insieme di aspetti neurobiologici, psicologici e socio-culturali.

Aspetti Neurobiologici

Quando ci guardiamo allo specchio, vengono attivate diverse aree cerebrali che svolgono diverse funzioni nella regolazione delle emozioni, sulle distorsioni percettive (mediando le reazioni di disgusto e di avversione legate alle percezioni visive) e contribuiscono alla disfunzione esecutiva e alla natura intrusiva dei pensieri ossessivi e dei comportamenti compulsivi.

Aspetti Psicologici

Tra gli aspetti psicologici associati all’alterazione dell’immagine corporea, studi sperimentali evidenziano l’importanza di esperienze evolutive avverse come ad esempio umiliazioni subite per l’aspetto fisico durante infanzia e adolescenza. Tali esperienze, se vengono vissute con un attivazione emotiva intensa, si strutturano nella mente come dei veri e propri “eventi traumatici“.


Per traumi, infatti, non ci si riferisce solamente ad eventi avversi particolarmente violenti come, abusi sessuali, catastrofi naturali (terremoti, pandemie etc), incidenti stradali etc, ma tutte quelle esperienze critiche, che vanno al di là della capacità di previsione e gestione da parte della persona.


Inoltre gli eventi traumatici, possono essere tra loro molto diversi:


• possono essere episodi singoli o continuativi e cumulativi
• implicare o meno intenzionalità da parte dell’altro
• occorrere in età infantile, adolescenziale e adulta
• accadere direttamente all’individuo o vissuti in modo vicario
• trasmessi nel corso di generazioni


I traumi lasciano tracce nella mente, nelle emozioni, nelle capacità di autoregolazione, nella postura e gestualità e persino nella biologia e nel sistema immunitario.

Aspetti Socio Culturali

Il Modello Tripartito di Influenza considera i genitori, i pari e i mass media come le fonti che condizionerebbero maggiormente lo sviluppo delle alterazioni dell’immagine corporea.

Infatti, i mass media promuovono un’eccessiva esaltazione della magrezza, rinforzata da genitori e pari che incoraggiano questo standard irrealistico di bellezza. Quest’ultimo quindi viene interiorizzato ma, poiché è impossibile da raggiungere concretamente dalla maggior parte delle donne, favorisce l’insoddisfazione corporea.


L’immagine corporea positiva è un costrutto formato da 3 componenti fondamentali:


• apprezzamento dell’aspetto e della funzionalità del corpo
• consapevolezza ed attenzione per i bisogni del proprio corpo
• l’abilità di elaborare pensieri relativi al proprio aspetto in maniera auto-protettiva.


Un’immagine corporea positiva consiste nell’accettazione e nella connessione degli individui con il loro sé fisico. Per migliorare il rapporto con il proprio corpo, quindi non dobbiamo partire dalla modificazione fisica ma dobbiamo prenderci cura del nostro benessere psicosociale e fisico, sviluppando una maggiore autocompassione e autostima.

È stato dimostrato, infatti, che l’apprezzamento per il proprio corpo e il proprio aspetto promuove un’alimentazione più sana e regolare e protegge maggiormente i soggetti dai pensieri e dagli effetti negativi provocati dagli ideali socio-culturali (Halliwell 2013).

Basta amare il proprio corpo per sentirsi bene?

Gli assunti della body positivity mainstream ci fanno credere, erroneamente, che basta spostare il focus della nostra attenzione dal “tutto brutto” al “tutto bello”. Questo crea nuovi standard da raggiungere e un altro modello rigido al quale aspirare che rischia inevitabilmente di peggiorare il senso di inadeguatezza.

Cosa significa allora accettare il proprio corpo?

Mi piace descrivere l’accettazione del corpo come una processo di innamoramento. Prova a pensare alla/alle persone che ami di più nella tua vita, può essere un genitore, un figlio o un marito/compagno. Li vedi perfetti? Sapresti dirmi a bruciapelo 3 loro difetti? Scommetto di si e magari te ne sono venuti in mente anche più di 3, ma ciò nonostante per te sono bellissimi!

Cosa significa questo?

Tutti abbiamo delle caratteristiche fisiche e caratteriali che possono piacere di più o di meno e che si possono discostare in maniera maggiore o minore dagli standard culturali ma questo non ci impedisce di innamorarci, fidarci e apprezzare le persone al di là di queste caratteristiche (ad esempio una persona molto schietta può risultare antipatica in una società che ci impone di essere accondiscendenti ma in realtà può essere l’amico di cui ti puoi fidare ciecamente).

Perché per il nostro corpo non può essere lo stesso?

La nostra forma del corpo è determinata geneticamente e questo, per fortuna, ci porta a essere diversi gli uni dagli altri e ad avere caratteristiche fisiche che possono non riflettere gli standard di bellezza. Se imparassimo ad accettare che il nostro corpo non può essere perfetto ma può essere ugualmente bello e piacerci così com’è? E’ a questo livello di consapevolezza che arriva l’accettazione, quando smettiamo di voler cambiare il nostro corpo e iniziamo a prendercene cura.

Quindi, innamorati di te, del tuo corpo e dopo di chi vuoi!

Spero che questo articolo ti sia stato utile, se hai ulteriori domande o hai bisogno di chiarimenti non esitare a contattarmi.

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